Il medico di Obama boccia la riforma sanitaria: “Inefficace, timida e costosa”
Si chiama David Scheiner, ha 70 anni, e professa a Chicago. Da 20 anni è il medico di Barack Obama. È stato uno dei personaggi che lo ha accompagnato nella corsa alla Casa Bianca. L’ultima volta che l’ha visto, qualche settimana fa, per una visita di routine, i due hanno scherzato come al solito. È il suo doctor personale. E lui, Scheiner, da medico, boccia la riforma sanitaria del presidente. Senza appello, o quasi.
L’incredibile scoop è stato fatto dall’Huffington Post, il blog liberal che ha deciso di non essere tenero con l’inquilino della Casa Bianca.

Scheiner è stato intervistato e (attenzione, da sinistra, attenzione!) ha esternato tutte le sue critiche nei confronti del progetto del presidente.
“Non credo che funzioni – ha detto il medico di Chicago – Non ho ancora capito quanto possa costare; non so so come possano controllare la spesa sanitaria nei prossimi anni. Alla fine credo che la riforma si rivelerà inefficace”.
Concetti chiari e implacabili, in linea con l’ultima rilevazione del New York Times/CBS News poll sul gradimento decrescente della riforma sanitaria presso l’opinione pubblica.
Scheiner (che ha voluto specificare di non voler dare giudizi politici) ha poi aggiunto che, secondo lui, la proposta di Obama va incontro a un fallimento. Lui, questo medico settantenne che vorrebbe un “approccio più progressista”, ha detto
che “il pragmatismo di Obama lo danneggerà in questa come in altre vicende”.
Perchè, secondo Scheiner, “il presidente non potrà fare altro che accettare un compromesso al ribasso“. Certo, ha aggiunto, capisco che si tratti di dire “meglio qualche cosa che niente”, ma – ha ribadito – questo atteggiamento porterà al fallimento della riforma sanitaria. Quella che una parte di americani avevano sognato; un nuovo welfare esteso a tutti coloro che, ora, non ne possono usufruire.

Le parole di Scheiner rispecchiano il pensiero dei settori più radicali dello schieramento progressista. I giochi però non li fanno loro, ma altri. In particolare, in questo momento, i congressmen democratici. Nonostante il progetto di Barack Obama abbia subito una
battuta d’arresto perchè verrà discusso solo a partire da settembre (e non prima di agosto, come aveva chiesto il presidente) qualche spiraglio di accordo si intravvede.
In particolare, al Senato, la Commissione Finanze avrebbe trovato un’intesa sulla copertura finanziaria della riforma: 900 miliardi di dollari in 10 anni per avere la copertura sanitaria per il 95% degli americani entro il 2015.
L’accordo non è stato ancora siglato, ma sembra che ci siano buone prospettive per arrivare a questo risultato. Anzi, secondo il presidente
della Commissione, il democratico Max Baucus, nel 2019, la riforma porterà i primi benefici per quanto riguarda la riduzione della spesa sanitaria.
La (parziale) intesa è giunta dopo che il potente capo dello staff della Casa Bianca, Rahm Emanuel, aveva incontrato la Speaker di Capitol Hill, Nancy Pelosi, e sei dei sette Blue Dogs, i democratici moderati, contrari alla riforma di Obama.
Superate le loro perplessità, in settembre, il cammino del progetto della Casa Bianca, potrebbe essere in discesa. Ma il condizionale è d’obbligo. I dubbi rimangono. Anche e soprattutto
nell’opinione pubblica. Dopo la conferenza stampa a reti unificate, Barack Obama ha ripreso il suo viaggio nell’America profonda to sell, per
“vendere come al supermarket” – come ha scritto un importante giornale – ” la sua riforma”. A Relaigh, nella Carolina del Nord, ha incontrato un gruppo di cittadini. Ha cercato di rassicurarli. Molti applausi, ma anche
molti dubbi.
Per Barack Obama, la riforma sanitaria, diventa sempre di più la pietra miliare della sua presidenza. E se avesse ragione il suo dottore personale? E se fallisse?
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